Oggi 23 giugno uniamoci tutti contro la pedofilia.
I pedofili vogliono festeggiare in quel giorno l'orgoglio pedofilo! Noi siamo contro!!!
Oggi 23 giugno 2009 è la giornata contro la pedofilia e io sono contro la pedofilia.
Per non chiudere gli occhi, per far sentire anche la nostra voce...
Gli incontri in chat possono rivelarsi anche pericolosi, ecco tre storie successe!
Francia:
La ragazza conosce da tanto tempo in chat un ragazzo meravglioso, stupendo, dolce, si dedicava a lei, si scaambiarono i numeri di telefono, gli indirizzi, gli mandava tanti regalini, le spedì dei fiori, si innamorò, poi finalmente l'incontro, la madre le disse di presentarsi un'ora prima col fratello, entrambi partirono, strada facendo il fratello le chiese di passare a prendere la sua ragazza, arrivarono così con qualche mn. di ritardo, lei uscì dall'auto e appena si avvicinò uscirono vari ragazzi dai nascondigli, il fratello uscì dall'auto assieme alla sua ragazza, la sorella scappava, uccisero il fratello, le due ragazze si misero a correre, la fidanzata cadde e rimase paralizzata dalla cintura in giù, la sorella subì da tutti i ragazzi stupro di massa ripetuti.
Italia:
Per sei mesi la ragazza usciva sempre col fratello o il padre, poi vedendo che il ragazzo era corretto lo invitarono a casa, avevano fissato la data di maatrimonio, era felice, da quel momento decisero di lasciare uscire i piccioncini, ma nel ritorno la sera, lui si fermò in un luogo buio e deserto, uscirono dall'auto e lui abusò di lei per tutta la notte, la strangolò e morì.
Germania:
Tre frontiere.
Due anni che si conobbero di cui un'anno in chat, lui abitava la Francia per andare a trovarla doveva fare solo 6 Km. in Germania, il suo tragitto era breve, passava la frontiera franco-tedesca, poi germano-elvetica e a meno di 1 Km. tornava in Germania a meno di 100 m. dalla dogana, lei aveva parlato con una sua amica che voleva darsi a lui quella sera stessa, ma le cose andarono diversamente, la caricò in macchina, si allontanò da Lörrach e con forma violenta abusò di lei, le strappò la vagina, la ferì sul corpo con le unghia e con un oggetto contundente che non ritrovarono mai, caricò la defunta ragazza sul sedile davanti, e passò la dogana germano-elvetica, per tornare in Germania, arrivò lì dove lavoravo, passò di nuovo la dogana sita a meno di 100m. entrando in Svizzera, si allontanò dai doganieri di solo 100 m. e la seppellì sotto il loro naso.
L'indomani mattina un cane scoprì il cadavere e il ragazzo fu subio arrestato, egli pensava che il corpo messo in Svizzera non rischiava nulla, pensava che non ci fosse collaborazione fra le diverse polizie dei tre stati, era tornato in Francia tranquillo come se nulla fosse accaduto.
Tanti casi simili a questi tre esistono nella sola europa, tante ragazze uccise o rimaste invalide per sempre, se andate a conoscere un ragazzo, non andateci sole, fatevi accompagnare da qualcuno che lo sappia o non lo sappia non importa, ma non andateci mai sole, non prendete con voi un'arma tipo coltellino se non lo sapete maneggiare, quest'arma potrebbe essere rivoltata contro voi stesse, procuratevi la bomboletta spray al peperoncino, in caso non la trovate nelle armerie procuratevi del profumo e spruzzatelo negli occhi e scappate, non andate ami in luoghi isolati, non salite in macchina con lui, restate sempre dove c'è gente.
Ruggero
Pierre Royal, cugino di primo grado di Ségolène Royal è stato liberato in appello, mentre era stato condannato a dieci anni di prigione per “aggressione sessuale„ dagli assisi della Loire.
Una giovane donna lo aveva accusato di averla violentata.
A seguito di questo nulla di fatto, Pierre Royal, ha attaccato lo Stato per “disfunzione della giustizia francese, pregiudizio morale e professionista„.
L'udienza è prevista, mercoledì, dinanzi alla 1a camera del tribunale di grande istanza di Parigi.
Pierre Royal ricorda che in occasione del primo giudizio alle basi di Riom, il giudice d'istruzione ha rifiutato una perizia medica, come pure l'udienza di un testimone e la ricostituzione dei fatti che avrebbero potuto fare scoppiare la verità, secondo lui.
“In occasione del primo giudizio alle basi di Riom, sono stato vittima di un processo iniquo. Il presidente ha autorizzato un esperto a non rispondere ad una domanda. L'ultimo giorno, l'udienza è durata diciannove ore di seguito. I miei avvocati hanno perorato alle 2 e 30 della mattina mentre il presidente avrebbe potuto prolungare i dibattiti il giorno dopo, poiché non c'era nessun altro processo previsto ", afferma Pierre Royal, su LePoint.fr.
Per la sua detenzione provvisoria di dieci mesi, Pierre Royal è stato compensato d na somma di 64.000 euro.
Al momento della sua condanna con le assisi, Pierre Royal era direttore di un istituto universitario privato cattolico.
Non voglio mettere in dubbio ciò che afferma la rivista settimanle Le Point, ma conoscendo il marciume in Francia, scandali messi al silenzio perchè membro della famiglia o amico di qualcuno al governo, lì ho i dubbi, già mesi fa il presidente fece emettere una legge vergognosa, un suo amico fu accusato di aver stuprato una minorenne, naturalmente fu ritenuto innocente, da allora uscì una nuova legge che una minorenne che subito uno stupro dovrà avere un testimone dell'accaduto.
Una nazione che si crede avvanzata, una nazione che si crede che i diritti delle Donne sono protetti, ecco il risultato, forse avrà stuprato o forse no, ma solamente per il fatto che egli è il cugino anche se lo avesse fatto, mai e poi mai sarà condannato.
Due attori mondialmente conosciuti e stimati, sono risultati innocenti poichè la polizia fece di tutto per convincere la famiglia della povera bambina di 12 anni di ritirare la denuncia, la cosa andò malissimo per la famiglia, il marito perse il lavoro, la madre aveva sempre della multe per qualsiasi motivo, il fratello si ritrovò in prigione per traffico di droga, arrivati ad un punto di disperazione la famiglia ritirò la denuncia, il figlio fu liberato e innocentato, ma ora hanno venduto la loro casetta e dopo aver cambiato città tentano di rifarsi una vita, un dei due attori francesi fa la publicità in Italia.
Mi metto nei panni di quella bambina di appena 12 anni, so quello che si vive per il resto dei giorni, so come ci si sente durante e dopo lo stupro.
C'est ça, c'est ça la france et je l'aime (dice la canzone)
Ruggero
La mimosa
In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d’acacia nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure fra i capelli per esibire la loro ideologia. Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli indiani d’America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello d’acacia era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore. Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità, come te Donna!
Il dono più prezioso che il D_o Onnipotente ha fatto all'uomo è la Donna...peccato che molti uomini non se ne siano ancora accorti.....
Nulla serve alla Donna affannarsi a farsi bella, Donna sei bella solo ad ascoltare il suono della parola Donna!
Per la festa delle Donne, per tutte le Donne sarei felicisismo di offrire personalmente un mazzo di mimosa, purtroppo dovrete accontentarvi di questo virtuale.
Per compensare vi propong una ricetta di cucina a base di fiori di acacia (mimosa).
Ruggero
Asparagi ai mimosa
Kasher
Ingredienti :
1 Kg. di asparagi
80-100 gr. di fiori di mimosa
1-2 cl. di acqua di mimosa
Preparazione :
Dopo aver sbucciato gli asparagi cuocerli nell'acqua salata con una zolletta di zucchero, un ricciolo di burro e un dado, sgocciolare gli asparagi appena saranno cotti e raffredarli immergendoli nell'acqua fredda con del ghiaccio.
Togliere la parte legnosa e buttarla, tagliare 2-3 cm. della parte tenera e rimetterla a bollire circa un'ora.
Passare al frullatore i gambi ricotti con un poco di acqua di cottura degli asparagi, fare un roux bianco di 50 gr. di burro e 50 gr. di farina e versare circa 8 dl. di acqua di cottura degli asparagi, aggiungere gli asparagi pestati, i fiori di mimosa e l'acqua di mimosa, al primo fremito ritirare dal fuoco.
Servire gli asparagi freddi col sugo caldo.
Così, il sindaco Alemanno, a margine di un incontro avuto ieri pomeriggio con il prefetto Giuseppe Pecoraro, dopo aver espresso «profonda solidarietà alle vittime della feroce aggressione perpetrata e al sindaco di Guidonia che ha visto il suo territorio colpito da questa barbara violenza», ha annunciato per lunedì la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, convocata dal prefetto che per lo stesso giorno ha indetto una riunione presso il Comune di Guidonia.
«Ci auguriamo che nella sede del Comitato provinciale - ha continuato il sindaco - si potrà dare avvio con il consenso di Comune, Provincia e Regione al programma per affrontare con decisione l'emergenza nomadi e delle persone senza fissa dimora, sgomberando definitivamente i campi abusivi, espellendo coloro che non hanno diritto a restare nel nostro territorio». Pochi tuttavia gli strumenti in possesso delle aministrazioni locali che da tempo attendono quel giro di vite legislativo che consenta di rendere operative ed efficaci le operazioni di polizia. Sgomberi e arresti avvengono infatti ogni giorno, e il dato fornito ieri dalla Questura di Roma parla di un calo di violenze sessuali tra il 2007 e la fine del 2008 nella Capitale del 10,74%.
Dati che però non riescono ad alleviare un clima di paura e insicurezza che rimanda indietro nel tempo, fino all'orribile omicidio Reggiani del novembre 2007. Da quel momento e con la nuova amministrazione di centrodestra lo sforzo delle istituzioni è stato imponente. Militari, telecamere, nuove ordinanze anti prostituzione, per riportare decoro e sicurezza nelle vie capitoline. Ma non basta. Occorre sinergia politica innanzitutto per studiare e realizzare un piano di azione comune che coinvolga tutte le istituzioni locali.
«Giovedì prossimo si svolgerà il Consiglio comunale straordinario sulla violenza sessuale - ha ricordato Alemanno - in quella sede, invitando tutte le autorità preposte, cercheremo di sviluppare una strategia comune che, come ha detto il presidente della Regione, Piero Marrazzo, deve coinvolgere tutte le istituzioni in una vera e propria mobilitazione contro la violenza sulle donne e per attuare pienamente gli obiettivi del "Patto per Roma sicura", firmato lo scorso agosto».
La necessità di un'azione congiunta e di una strategia comune che coinvolga tutte le istituzioni era stata espressa nella mattinata di ieri anche dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. «Esprimo orrore per quanto avvenuto a Guidonia e solidarietà alle due vittime. Credo più che mai che sia necessario mettere in campo una azione congiunta di durissima repressione e prevenzione contro queste violenze - ha sostenuto Zingaretti - È giusto colpire i colpevoli ma è ancora più sacrosanto che il delitto non si compia. La polizia deve reprimere ma gli enti locali si devono concentrare verso un'azione di prevenzione dei delitti fondata su una lotta ai non luoghi della città. Bisogna recuperare le aree degradate delle nostre città - ha spiegato - dove servono cultura e infrastrutture. C'è bisogno inoltre di una rivolta culturale contro la violenza sulle donne che parta dagli uomini».
Proprio poco fa ho scritto che noi uomini dobbiamo iniziare una rivolta sul blog di
LibreFemme.

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donne, basta, donna, violenza, riflessione, stupro, rivolta, violenze, prevenzione, disparità , maltrattamenti donne, uomini assieme, librefemme
Fano, 13 gennaio 2009 -
Quando vedeva una donna non sapeva proprio resistere e oltre a derubarla della borsetta o del portafogli la palpeggiava nelle parti intime. Il 30enne di origine siciliana S. R., che viveva dentro la sua auto a Saltara, non è solo l’autore della violenza sessuale ai danni di una 49enne fanese consumata lo scorso novembre sul ponte del canale Albani, per la quale si trova già in carcere, ma potrebbe anche essere il responsabile di altri episodi analoghi accaduti in città lo scorso anno.
Tra i casi di violenza al vaglio degli agenti del Commissariato di Fano guidati del dirigente Stefano Seretti anche quello ai danni di una minorenne avvenuto sempre nella stessa zona del canale Albani. Anche in quella circostanza la giovane è stata prima derubata e poi sottoposta alle pesanti attenzioni dell’uomo. Sarebbe stato proprio lui ad ammettere agli inquirenti di non riuscire a trattenere i suoi istinti sessuali in presenza di una donna.
''Sono sempre eccitato'', ha confessato gli investigatori. Insomma una specie di malattia per questo Michael Douglas alla fanese. Questa sua debolezza viene confermata anche dai precedenti penali del 30enne - con problemi di alcolismo - tutti relativi a violenze sessuali. Lo scorso novembre l’aggressione forse più brutale, quella che ha poi messo polizia e carabinieri sulle tracce del siciliano. Sul ponte che si trova sul canale Albani e che collega il Pincio al campus scolastico ha aggredito una donna gettandola a terra.
Non pago della borsetta che era riuscito a strapparle dalle mani il 30enne ha iniziato a toccare la donna nelle parti intime. Molestie sempre più pesanti interrotte dall’arrivo di altre due donne che con le loro grida sono riuscite a salvare la 49enne dalle grinfie del violentatore. Violentatore che poi ha persino cercato di inseguire le due ragazze che sono fortunatamente riuscite a scappare raggiungendo via Roma.
''Dentro la borsetta che aveva rubato in quella circostanza - racconta Seretti - abbiamo ritrovato degli elementi utili per rintracciarlo. Nel frattempo i carabinieri, con i quali c’è stata come sempre una positiva collaborazione, lo avevano arrestato per un altro tentato scippo e così, in carcere, gli abbiamo addebitato anche l’accusa di rapina, violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico per l’episodio del canale Albani. Le indagini non sono comunque concluse perché stiamo verificando se gli altri fatti simili accaduti in città nei mesi scorsi possono essere ricondotti sempre al 30enne siciliano. Denunce in Commissariato non sono state presentate ma abbiamo comunque in mano degli elementi che potrebbero rivelarsi utili per dare una svolta alle nostre indagini''.
Qualche settimana fa avevo dedicato un post di questo blog alla storia di Carmela, ragazzina 13enne che, dopo aver denunciato uno stupro, è stata ritenuta instabile, internata in una clinica e "curata" con psicofarmaci, all'insaputa dei genitori. La ragazza si è poi suicidata il 15 aprile 2007 gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui abitava.
Dopo la morte della ragazza, i genitori hanno fondato l'associazione IoSoCarmela, in difesa dei diritti dei minori. La stessa associazione, in collaborazione con l'associazione L'urlo, ha promosso la campagna Controlliamo i controllori. Ecco di cosa si tratta:
Firme per l'Osservatorio sui servizi sociali
il Centro — 05 gennaio 2009 pagina 02 sezione: L'AQUILA
L’AQUILA. L’associazione aquilana “L’Urlo” congiuntamente all’associazione “Io so’ Carmela” (come la frase che la ragazzina, Carmela, suicida dopo uno stupro, pronunciava quando voleva attirare l’attenzione) sta avviando una petizione dal titolo “Controlliamo i controllori” che ha lo scopo di proporre «una sorta di Osservatorio nazionale che vigili e controlli i servizi sociali, affinché vengano garantiti con i fatti tutti i diritti umani e civili che molto spesso vengono calpestati proprio da coloro che sono preposti alla loro tutela. La funzione principale di questo Osservatorio deve essere quella di vigilare e controllare la reale professionalità degli addetti di questo servizio ed il regolare e doveroso rispetto della giustizia e dei diritti umani e civili delle famiglie e dei minori, e nei casi in cui venga riscontrato il contrario, denunciare subito quanto riscontrato alle sedi preposte per prendere i provvedimenti del caso». Le rappresentanti dell’associazione “L’Urlo” saranno presenti il giorno 8 gennaio nei pressi dell’azienda Transcom dalle ore 9 alle ore 17 per la raccolta delle firme a sostegno dell’Osservatorio.
È possibile firmare la petizione anche online cliccando QUI.
Chiedo a tutti di firmare la petizione (dobbiamo raggiungere le 500mila firme) e diffonderla a conoscenti e amici e, se avete un blog, pubblicare voi stessi il link.
Grazie a tutti.
Nei bordelli di Pattaya, negli hotel di Santo Domingo, sulle spiagge di Fortaleza, trovi cartelli che dicono "Italiani benvenuti", tassisti che accettano lire e ti guidano nei kinderheim del sesso. Cinquecentomila pedofili in vacanza ogni anno, senza pericolo di essere arrestati né denunciati, secondo le ultime stime di Terre des Hommes, storica associazione internazionale per la difesa dei minori. Il nuovo rapporto dell'organizzazione conferma che gli italiani sono in vetta alla classifica del turismo sessuale ai danni di minori, insieme a tedeschi, inglesi e americani.
Nuovi eldorado: la Repubblica dominicana, la Costa Rica, il nord del Brasile. Impiegati, professionisti, padri di famiglia, l'identikit tracciato dall'organizzazione è preciso: uomini sui 4050 anni, di buona condizione sociale ed economica, spesso con moglie e figli. La categoria pedofili, però, non è esaustiva. Ci sono i turisti normali, milioni ogni anno, che hanno una vita sessuale normale ma quando varcano il confine si autorizzano una notte "esotica" con una babyprostituta. Nel complesso, un traffico fin troppo reddittizio: il giro d'affari internazionale è di 5 miliardi di dollari, oltre 10mila miliardi di lire.
"Una bambina non è un giocattolo", con questo slogan partirà a settembre la nuova campagna contro il turismo sessuale di Terre des Hommes. Spot tv e pubblicità su riviste e catologhi per ricordare a tutti i viaggiatori in partenza che fare sesso con una minorenne è reato, all'estero come in Italia. Sul sito dell'organizzazione saranno diffusi nuovi dati sulle mète più ambite: Tailandia, Sri Lanka, Brasile, Vietnam, Costa Rica, Kenya e Giamaica.
Il fenomeno - è l'allarme di Terre des Hommes - coinvolge bambine sempre più piccole. Per paura dell'Aids, i clienti chiedono prostitute anche di 78 anni credendo che i rischi di contagio si abbassino con l'età. E' uno dei tanti pregiudizi che accompagnano la prostituzione infantile. False convinzioni come anche: "La loro cultura lo permette", "Hanno una sessualità più precoce", "E' un modo di sostenere famiglie povere".
Ignoranza, incoscienza. Terre des Hommes denuncia anche il silenzio delle autorità italiane. Tre anni fa, fu approvata una legge sullo sfruttamento sessuale dei minori che prevede il principio di extraterritorialità. Da allora, nessun turista italiano è mai stato denunciato o arrestato. E' successo per cittadini francesi, inglesi, tedeschi. Ma non in Italia. A Fortaleza, a Santo Domingo come altrove, gli italiani godono di massima accoglienza e minima responsabilità.
Ruggero! debbo parlarti mi disse il padrone di casa!
Devi dire a tua moglie ...
Mammouth se hai una cosa da dire lo dici direttamente tu!
Ruggero! No lo dico a te perchè tu sei maschio e lei ti appartiene!
Mammouth! Inanzi tutto il maschio sei tu! Ma la cosa principale che lei non mi appartiene!
Ruggero! È tua moglie pertanto tocca a te dire le cose alla femmina!
Mammouth! parliamoci chiaro! Anche se non ho fatto le scuole in italiano, so ancora che si dice Donna o alla tua Signora! In più dal momento che un essere si scarica al gabinetto è mio pari come sono suo pari!
Ruggero! la tua femmina non ha pulito bene il lavandino dopo aver fatto il caffè!
Mammouth! Ti ho già detto che è la mia Signora come io sono suo marito, ma non mi appartiene, quanto al lavandino non è grave, può succedere vedi piuttosto di portarmi i mobili che guarda le condizioni dove dorme, un materazzo buttato per terra, senza mobili, per 350€ mi sembra un furto!
Non posso concepire dei comportamenti simili, non concepisco che per una cosa fatta dalla propria moglie lo si venga dire al marito e non alla persona interessata, fosse un oggetto o un animale che si addestra.
venerdì, 12 dicembre 2008
Gli operatori della Prometeo,qualche giorno fa sono tornati dall'ospedale oncologico pediatrico del Budimex (ROMANIA),la situazione è purtroppo peggiorata.
C'è bisogno di noi,c'è bisogno di far battere il nostro cuore per questi bimbi che non vivono sotto lo stesso cielo dei nostri figli,perchè nati in un'altra realtà.
Vi invito a fare una raccolta alimentare in cui potrete spedire:pasta,farina,olio in lattina,zucchero,scatolame di ogni genere,escluso ciò che viene conservato in vetro.
L'indirizzo è il seguente:
Associazione prometeo onlus
via Mandalossa 11
25055
pisogne
(BS)
Per ulteriori informazioni telefonare ad Associazione Prometeo 0364880593
Ringrazio tutti a nome dei nostri Angeli
Per ragioni di organisazione, cambio blog per chi desidera postare, verrà trasferito sotto vostra richiesta al blog MieBimbe.
Ruggero
Don Bigio continua a difendere il bidello condannato per pedofilia
A cura di Francesca Dighera |
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Continua a difenderlo don Arnaldo Bigio, il parroco di Vico Canavese, nonostante martedì il tribunale di Ivrea abbia condannato Andrea Tiloca, l’ex bidello della scuola elementare di Ruglio, ad una condanna di sette anni e mezzo per pedofilia.
Don Bigio, l’organizzatore della fiaccolata di solidarietà, alla quale dieci mesi fa aveva partecipato una buona parte della comunità di Vico, continua a ribadire che si è trattato di un malinteso e che Tiloca non avrebbe mai commesso un simile reato.
Il resto del paese tace, è in silenzio, non commenta più di tanto la sentenza del tribunale. Intanto il legale di Tiloca, Ferdinando Ferrero, in attesa di leggere tra novanta giorni le motivazioni, è già pronto a ricorrere in appello.
La denuncia ai carabinieri era scattata immediatamente da parte dei genitori dei bambini (si tratta di cinque bambini tra i 7 e i 9 anni) dopo i racconti di quello che capitava nei bagni della scuola elementare e inoltrata all’ufficio fasce deboli della Procura.
Condannato per pedofilia
Coppia di sposi chiede l'annullamento
'Indegnità del celebrante', per questa ragione due giovani, convolati a nozze nel 2005, hanno chiesto l’annullamento del “vincolo” davanti al tribunale ecclesiastico della Sacra Rota
Roma, 4 dicembre 2008 - Il parroco che ha celebrato il matrimonio è stato condannato per pedofilia, una coppia ha chiesto l'annullamento per 'indegnità del celebrante'. Per questa ragione gli sposi in questione, convolati a nozze nel 2005, hanno chiesto l’annullamento del “vincolo” davanti al tribunale ecclesiastico della Sacra Rota.
Protagonisti della vicenda, sono A. F., 32 anni, romana e L.B., 35 anni, di Oriolo romano, che hanno affidato la loro istanza agli avvocati Giacinto Canzona e Anna Orecchioni. Alla base della richiesta c’è stata la scoperta, fatta dalla coppia, che il sacerdote che ha celebrato le nozze nella chiesa di San Liberato, a Bracciano, don Massimiliano Crocetti, alcuni mesi fa, è stato condannato per una vicenda di pedofilia.
Secondo quanto spiegato dai legali i due sposi avevano prenotato la chiesa due anni prima della cerimonia, ed avevano fatto il corso prematrimoniale quando, all’ultimo momento, il sacerdote che aveva seguito i giovani era stato costretto a dare forfait per motivi di salute. A quel punto la coppia decise di rivolgersi a don Crocetti, parroco di Oriolo Romano, per la celebrazione della cerimonia.
Dopo circa tre anni, nel febbraio del 2008, è però arrivata la condanna di don Crocetti a quattro anni e quattro mesi di reclusione. Per questo la decisione di fare ricorso alla Sacra Rota. Don Crocetti, 36 anni, originario di Montefiascone, era stato arrestato nell’agosto del 2006 con l’accusa di tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo di quindici anni a Oriolo Romano e di un tredicenne di Vetralla. I due paesi dove il prete era stato parroco.
In base alla richiesta degli avvocati Canzona e Orecchioni, per don Crocetti era scaduto il ‘vincolo di grazia’, perché sulla base della condanna penale e l’arresto prima, i fatti che hanno riguardato il sacerdote coinvolgono anche il periodo in cui si sposò la coppia. Se poi si cerca un motivo per chiedere l’annullamento, quello che il prete è indegno è un ottimo motivo.
Sorgente
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Due donne
di Amir Madani - Megachip
In questo mondo e in questa epoca di vergogna, essere nati come donna significa essere a priori a rischio. Essere donna vuol dire che le “prerogative del sesso” rimangono, secondo le parole di Virginia Woolf, una punizione.
Do'aa Khalil Asvad
Do'aa Khalil Asvad è una ragazza irachena e più precisamente kurda, dell' “autonomia del Kurdistan” irakeno. Un' autonomia definita “laica” e “secolare” e sostenuta dall'amministrazione Bush che in teoria dovrebbe combattere l'arretratezza secolare e le usanze preistoriche.
La 17enne Do'aa della setta degli izaditi kurdi si è innamorata di un ragazzo arabo. Do'aa si è permessa di innamorarsi in una terra in via di polverizzazione come l'Iraq dove le diversità etnico – confessionali grazie all'occupazione e al terrorismo sono diventati asce che frantumano gli esseri umani e tracciano divisioni e confini. In questo terreno caratterizzato dalla violenza e divisione la 17enne Do'aa si era azzardata di impegnarsi per l'unione, per l'amore
La 17enne Do'aa il giorno 7 Aprile 2007 sotto gli occhi di una folla agitata e numerosa che comprende anche diversi poliziotti in servizio viene denudata e assassinata da almeno 9 uomini con il lancio di sassi, mattoni e pezzi di cemento
Se la scena non fosse ripresa da un telefonino e diffusa da Amnesty International, anche questo crimine sarebbe rimasto nel buio. Il macabro crimine avviene in una terra dove gli stivali degli occupanti hanno creato da un lato dei governanti obbedienti e meschini e dall'altro canto gruppi terroristici come Ansar al-Sunnah difensori della sunnah (=tradizione) e bin-Ladinisti della peggior specie che cercano di dare un volto politico al crimine.
Conoscendo le ragioni di Do'aa si comprende la nobiltà dell'animo e le sue alte motivazioni di fronte alla miseria esistenziale (dei suoi aguzzini) ..
Do'aa è una donna tra milioni, vittima di un maschilismo che nell'era dell'esercizio del potere nel modo più brutale è alleata dell' occupazione e che fonda le radici nel buio dell'arretratezza e nella miseria della credenza basata sulla tradizione.
Il caso di Nejat
E' sempre una donna e questa volta si chiama Nejat.
Do'aa si avvolgeva nel proprio dolore, gridando parole che, in mezzo alla rabbia degli uomini onorati (che difendevano la propria “dignità”, che poteva essere ripristinata solo con la lapidazione di una 17ene), non verranno mai capite.
In questi momenti tragici, alcune donne gridano la propria innocenza, altre il desiderio di voler vivere, ma, come è stato raccontato dal disgraziato padre, che ha scavato la tomba della propria figlia Nejat per seppellirla viva, Nejat non ha detto nemmeno una parola, “guardava solo il cielo”.
Il padre preoccupato per il proprio nome e la vergogna portata da una figlia adultera ha raccontato cosi la storia:
“Quando scavai la buca mia figlia senza dire una parola andò verso la sua tomba e si coricò dentro. Non stavo bene ma pensavo di fare una cosa giusta. Con la paletta prima le buttai la terra sulle gambe. Non diceva nulla aveva gli occhi verso il cielo. Buttai la terra sulla pancia e sul petto, non diceva nulla. Non mi chiedeva di non farlo, di non continuare a seppellirla. Prima che le coprissi il viso con la terra, mi disse: padre bada a mia figlia”.
Due donne, due storie di vita quotidiana, oggi.
(AGI) - Palermo, 26 nov. - Cinquantotto i portali pedopornografici denunciati in meno di un’ora dall’associazione Meter di don Fortunato Di Noto alla Polizia postale e delle Comunicazioni di Catania e a cui il Centro nazionale di contrato alla pedofilia e pedopornografia online ha gia’ bloccato l’accesso. Decine i Paesi che ospitano i siti pedofili (Cina, USA, Spagna, Russia, Olanda) individuati dai volontari di Meter. Il materiale viene offerto attraverso il meccanismo dei pagamenti con carte di credito e in alcuni casi e’ diffuso ‘a scopo promozionale’ senza corrispondere alcuna somma di denaro. I bambini coinvolti sono compresi tra i 2 e i 12 anni di eta’ e raffigurati in situazioni estreme, anche con indicibile violenza sessuale (imbavagliati, legati). In aumento immagini tridimensionali di ecografie con riprese di genitali di feti al settimo-ottavo mese. Per don Fortunato Di Noto, presidente dell?Associazione Meter “l’Italia si pone all’avanguardia nella lotta alla pedofilia e la dimostrazione sta nel fatto che i siti in Italia sono drasticamente diminuiti e i pedofili perseguiti e individuati. I pedofili in Italia hanno una vita dura, ma se non ci sara’ una cooperazione internazionale diventera’ difficile trovare il modo di arrestare un fenomeno dalle dimensioni globali”. (AGI)
Non si riuscirà mai a sradicare queste bestie schifose, che possano crepare putrefatti nel dolore più immenso.
Ruggero
Abbiamo il piacere di annunciare la prossima apertura di Radio Nuova Eva, sul blog di TheNewEve con la DJ Gocciadieva. Uno spazio dedicato a sostegno delle donne e dei bambini in difficoltà e che necessitano di aiuto. Gli argomenti tratteranno le ingiustizie subite ed è offerta la possibilità di portare testimonianze in diretta anche in forma totalmente anonima , nel rispetto della privacy e della sicurezza di chi interverrà.
Un modo di dar voce a chi soffre, di far sentire meno sola, chi si sente tale e di trovare possibili risposte e suggerimenti alle proprie problematiche quotidiane. Un aiuto ed un sostegno psicologico e pratico e un indirizzamento verso i centri di aiuto che si occupano delle donne in difficoltà.
Aiutaci a sostenere questa iniziativa, partecipa e diffondi questo messaggio.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.
Gandhi
Ringrazio di cuore
per aver scritto questo testo!
Ruggero 
Da diffondere,per favore!!!
Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo
per leucemia fulminante
tel:3282694447 Riccardo Capriccioli
Diffondete!!E' urgente!!
SE LA FERMI SEI UN MOSTRO SENZA CUORE!!!!
Maria (nome di fantasia) aveva 11 anni quando il papà - e come suona strana questa parola - s’infilò nel suo letto per la prima volta. Per due anni ha subìto in silenzio molestie e abusi, quella bambina sempre più taciturna che solo a due amichette aveva raccontato l’incubo in cui era finita, parlando di una casa diventata sua nemica e complice dell’uomo che aveva dimenticato chi fosse.
"Parlane con tua madre, raccontale tutto" le avevano detto e finanche scritto in una lettere le amiche. "Non posso, ho vergogna. E poi va a finire che i miei si separano...", la risposta della vittima. E anche quando la madre aveva intercettato casualmente e letto la lettera, lei aveva continuato a negare: "ma no mamma, non sono io quella della lettera, è una bambina che si chiama come me".
La parola fine a questa storia di violenze sessuali in famiglia l’hanno posta gli agenti della sezione reati contro i minori della squadra mobile foggiana che, insieme ai colleghi del commissariato di Manfredonia, hanno arrestato il presunto bruto, un operaio incensurato di 33 anni. Che poi tanto presunto non è, visto che davanti al pm ha confessato, dicendo "non so cosa mi sia successo, voglio bene a mia figlia".
L’uomo adesso è in carcere in attesa dell’interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Foggia Lucia Navazio che, accogliendo la richiesta del pm Rosa Pensa, ne ha ordinato l’arresto per violenza sessuale per una serie di episodi iniziati nel 2006 e proseguiti sino a qualche tempo fa. La figlia è stata allontanata dall’ambiente familiare e affidata ad una casa-famiglia.
E’ stata una confidenza giunta alla squadra mobile a dare il via ad un’indagine-lampo chiusa in meno di un mese. C’è stato infatti chi ha riferito ai poliziotti che in una scuola manfredoniana girava con insistenza la "voce" su una ragazzina vittima di pesanti attenzioni da parte del padre. I poliziotti esperti in questi casi hanno rintracciato e interrogato - alla presenza di una assistente sociale e con tutte le cautele del caso - la studentessa che si è confidata con gli investigatori, parlando degli abusi iniziati due anni fa.
Tutto cominciò una sera quando il padre si era infilato nel letto della figlia ed aveva cominciato a molestarla. La vittima ha raccontato che gli abusi erano proseguiti per due anni, soprattutto la domenica quando la famiglia si recava a pranzo a casa dei nonni. Mentre la madre rimaneva dai parenti per aiutarli ad apparecchiare e lavare i piatti, lei e il padre tornavano a casa dove il genitore ne abusava.
Alla luce di questo racconto i poliziotti di iniziativa hanno allontanato la ragazzina dall’ambiente familiare per evitare che le molestie proseguissero, informando il Tribunale per i minori che ha affidato la vittima ad una casa famiglia. Il padre ha subito capito - dice l’accusa - il perchè dell’allontanamento della figlia; pare abbia anche minacciato il suicidio, è stato convinto dagli agenti del commissariato a desistere ed è stato interrogato - come indagato a piede libero - dal pm Rosa Pensa, al quale ha confessato.
Nel frattempo gli agenti della squadra mobile hanno acquisito riscontri alla versione della vittima: si era confidata con due amiche pure identificate, che le avevano consigliato di raccontare tutto alla madre ma lei aveva rifiutato perchè si vergognava e temeva che i genitori si sarebbero separati. Le due amiche le avevano anche scritto una lettera per convincerla a denunciare il padre, lettera - come accennato - letta dalla madre, ma con la figlia che aveva parlato di una sua omonima.
L’altro pomeriggio l’operaio è stato arrestato: era a casa dei genitori quando i poliziotti gli hanno notificato il provvedimento di cattura. E’ entrato in carcere con un rosario tra le mani, dicendo "ho sbagliato, ho sbagliato

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TEL AVIV - I mariti di ebree ultraortodosse rischiano uno sciopero nel letto coniugale. A minacciare la singolare protesta in Israele sono le mogli degli ultraortodossi che intendono così denunciare il ritardo di oltre cinque mesi nel pagamento degli stipendi delle inservienti dei "mikve", luoghi dove secondo il rito ebraico tutte le donne religiose dovrebbero compiere abluzioni rituali almeno una volta al mese con lo scopo di "purificarsi" e poter poi avere rapporti con il partner.
"Fermiamo le abluzioni, e di conseguenza niente più sesso" ha annunciato con tono da rivolta l'avvocatessa Batia Kahane-Dror che, in un intervento nel forum femminista religioso "Kolech" (La tua voce), ha denunciato la situazione insostenibile creatasi nel suo "mikve".
Di "mikve" ce ne sono di norma alcuni per ogni quartiere, e persino le ebree laiche sono obbligate e recarvisi almeno una volta nella loro vita, con lo scopo di ottenere uno specifico certificato indispensabile a contrarre matrimonio. Secondo una interpretazione biblica, l'emersione che segue a un'immersione nel "mikve", ripete simbolicamente il processo di rinascita.
Le inservienti che lavorano in questa sorta di "vasche pubbliche" (non sempre igieniche poiché l'acqua deve essere piovana e può essere accumulata o ricambiata senza l'ausilio di tubazioni), ricevono di norma un misero stipendio pagato dai consigli religiosi, che dipendono a loro volta dal ministero degli affari religiosi e quindi, in definitiva, dal governo. Ma negli ultimi cinque mesi, per ragioni burocratiche, i pagamenti si sono interrotti del tutto.
Le inservienti sono impotenti perché, essendo anch'esse ebree ortodosse, non se la sentono di chiudere i "mikve" privando migliaia di donne del diritto di "purificarsi" mensilmente.
Così è scattata la molla rivoluzionaria di Kahane-Dror che con la sua proposta di proclamare lo sciopero del sesso dice di ispirarsi a Lisistrata, la donna ellenica che perorò una protesta dello stesso tipo per mettere fine alla guerra nel Peloponneso.
Alle sue compagne Kahane-Drod fa notare che se esse, in segno di solidarietà con le loro inservienti, cesseranno di compiere le abluzioni saranno "impure" agli occhi dei loro mariti i quali dovranno dunque rassegnarsi a settimane, forse anche a mesi, di astinenza sessuale forzata. Fino a quando cioè non si trovino i fondi per pagare gli stipendi arretrati. L'auspicio, ovviamente, è che gli uomini, sentendosi maggiormente coinvolti nel problema, esercitino pressioni sul potere politico per sbloccare i pagamenti.
Da giorni in Israele si moltiplicano le reazioni alla provocazione di Kahane-Dror. Da un lato ci sono commenti entusiastici, mentre dall'altro c'è lo scetticismo di quante trovano la sua proposta "populista". Ma la spregiudicata Kahane-Dror va per la sua strada: "Diciamocelo francamente - avverte - noi non moriremo di certo".
Il più importante premio ai miei occhi, lo ricevo da ...
il premio dell'Amicizia!
A chi dare questo premio!
Non per questo le Amiche come iNessuno, Checco, Herta e tante altre che non ho aggiunto qua sono da meno, assolutamente NO! siete nel mio cuore, sono affezionato a tutte voi, scegliere diventa una imresa difficilissima, forse penserete perchè io no?
Un bacione alle premiate ma anche anche alle non premiate.
Ruggero
Derisione! Ma quale derisione!
Viviamo in un mondo migliore in confronto ai secoli precedenti, siamo in un mondo pieno di alta tecnologia, siamo in un mondo che tra poco avremo delle automobili che viaggeranno sole, viviamo ...
Ma come, ma tu sei cieco Ruggero, ma non ti guardi attorno? Non vedi in che razza di mondo viviamo? Non vedi che in altre parole Sgarbi accusa le vittime di pedofilia,? Chissà forse sarà lui un pedofilo!
Ma dai per una sola persona metti dentro tutto il mondo, guarda la meraviglia della natura e come l'uomo abbia potuto controllarla, guardati attorno e vedi lo splendore creato dall'uomo!
Ma se si è capaci di tali prodezze perchè non facciamo qualcosa per le Donne?
Ma sto parlando seriamente ...
Ma sei rimbambito?
Ma sei cieco?
Ma non hai visto che il mondo da secoli perseguita, umilia, violenta, picchia la Donna e vieni a dirmi che stai parlando seriamente?
Offrire a noi Donne la stessa cosa di voi uomini?
Ma Gianna, come puoi pretendere che la Donna sia allo stesso livello di noi uomini, voi siete belle, siete fatte per servirci, siete fatte per essere esibite ...
Cosa hai detto? Ma sei normale, ma non vedi che ogni giorno uccidono delle Donne, stuprano dei bambini, un Papa che protegge i preti-pedofili, delle religiose stuprate, nelle nazioni in guerra si violenta, il dolore che regna su di noi, noi che diamo la vita dovremmo essere protette, amate, accudite come si accudiscono i fiori più rari, cosa è cambiato nel mondo, partono a Darfour e altre nazioni e mentono spudoratamente dando la nostra vecchia Europa come esempio, forse l'esempio da non seguire, un mostro rinchiude in cantina per anni e anni la propria figlia, anche se c'è il processo e sarà condannato non farà un solo giorno di carcere, padri che abusano del loro sangue, cosa è cambiato da allora, chiami civile tutto questo, chiami civile che un giudice applichi delle attenuanti ad un stupratore o ad un pedofilo se questa è la civiltà preferisco tornare indietro nei secoli prima della nostra era volgare, si perchè questa è l'era volgare.
Ma Gianna .....
Ma cosa? Piuttosto avverti le Donne che se viaggiano debbo mettere dei pantaloni, dei tipi come te maniaci sessuali rischierebbero dei guai seri.